Cosa c’è di meglio per un fresco reduce dall’esame di Intelligenza Artificiale? Leggere che probabilmente i propri sforzi non porteranno a un finale in cui intelligenze al silicio soggiogheranno me, la mia famiglia, i miei amici e altri sei miliardi e rotti di perfetti sconosciuti: lo dice Nigel Shaboldt, presidente della British Computer Society. Se qualcosa va storto prendetevela con lui, grazie.
La fantascienza si è sbagliata: Terminator non imparerà mai a dire “hasta la vista”. Le tre leggi della robotica di Asimov non avranno alcun bug omicida, e comunque non serviranno mai a un tubo. Hal 9001 avrà pure una bella voce, ma non andrà mai in tilt perché gli vengono le fisse per i monoliti spaziali. Neo non entrerà mai dentro Matrix e continuerà a fare il programmatore sfigato, ma nel mondo vero. Il futuro invece sarà pieno di “micro-intelligenze sviluppate appositamente per scopi specifici” che assisteranno e coccoleranno l’essere umano in tutte le sue attività (soprattutto quelle che potrebbe benissimo svolgere da solo) ma non saranno mai capaci nemmeno di desiderare di sostituirsi agli umani, o di dominarli.
Vero, la cosa all’inizio mi ha tranquillizzato, però ci sono anche dei lati negativi. Chi si ricorda del film “Classe 1999″? Insegnanti-robot incazzosi infiltrati in una scuola sprofondata nel caos, con lo scopo di riportarla alla normalità. Ecco, io sognavo di fare una cosa del genere in altri posti in cui regna la confusione. Il parlamento italiano, per fare un esempio. Pensateci: a nessun robot verrebbe in mente di fare cose idiote come questa.
3 Commenti
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Effettivamente, molto meglio un parlamento di robot del nostro, probabilmente sarebbero pure più “umani”.
Leggendo sotto l’ombrellone una raccolta di racconti di FS ad un certo punto mi è stata chiara la stessa idea, molto spesso la fantascienza precorre i tempi ma più spesso si sbaglia (i racconti erano degli anni ‘70 circa). In ogni caso, a che punto è il cyborg?
Comunque secondo me non sempre la fantascienza intende precorrere i tempi, forse più spesso vuol solo raccontare l’umanità contemporanea, e allora bisogna leggere tra le righe di storie che sembrerebbero solo improbabili.
P.S: Il cyborg che mi avevi chiesto… ehm… ci ho lavorato poco sopra ultimamente… anch’io ero sotto l’ombrellone sai…