Da Storia d’Italia, di Denis Mack Smith
Il Sud si era originariamente ribellato ai Borboni a causa del loro malgoverno. Quando quegli stessi sintomi di malgoverno continuarono a perdurare dopo il 1861, molti cominciarono a chiedersi se ciò non fosse da attribuire ad elementi persistenti nel Mezzogiorno e nei suoi abitanti. Fu solo troppo tardi che tanti napoletani scoprirono di aver male interpretato i loro stessi desideri e che quello che effettivamente volevano non era un governo migliore, ma uno che governasse meno e imponesse meno tasse.
Il Meridione di allora somiglia tanto per certi versi all’Italia di oggi, è la prima cosa che m’è venuta in mente leggendo queste interessanti osservazioni di Francesco Costa sul famigerato V-Day ( al quale, lo dico subito, non parteciperò nemmeno io ).
Al di là delle buone intenzioni di Grillo, chi lo sa quante e quali posizioni diverse si riverseranno in piazza ad urlare il loro Vaffanculo. Vaffanculo a chi, e perchè? Ognuno in ordine sparso, rigorosamente, e se tutti si riuniscono per la gigantesca indignazione collettiva, la colpa allora di chi è, se non di qualcun’altro, ovviamente.
Io penso che la famosa massima di D’Azeglio sia tuttora valida più che mai, e che il maggiore problema dell’Italia siano ancora gli Italiani: senza un obiettivo comune, ognuno per sé, pronti a scatenare l’indice accusatore contro la classe politica, dimentichi del fatto che è una espressione di loro stessi. Per questo Grillo faccia pure, ma inutile girarci intorno: l’antipolitica non è la strada, bisogna promuovere un sistema partitico stabile ed una classe dirigente seria e responsabile senza dei quali non saremo mai un Paese competitivo con il resto d’Europa.
Ma, come fa notare Costa, se gli italiani continuano a votare politici che dilapidano il denaro pubblico, che sono sospettati di Mafia o già condannati per corruzione, di chi è la colpa, e soprattutto: a chi dovremmo urlare vaffanculo?
5 Commenti
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è proprio vero che la storia si ripete… in tutto e per tutto, purtroppo!
anecàico [CattivaMaestra]
Sai cosa? A me Grillo piace.
Di più, mi ha entusiasmato quando ha iniziato col blog, quando ha intrapreso certe iniziative ( Telecom Italia etc. ).
Quelli che non sopporto sono i suoi sostenitori, i grillo-talebani.
Curzio Maltese ha scritto un pezzo che mi trova totalmente d’accordo, sull’ultimo Venerdì di Repubblica:
“La proposta di legge popolare consegnata da Beppe Grillo in Parlamento per impedire lo scempio di deputati e senatori condannati merita tutto l’appoggio e la simpatia, ma non risolve il problema. Neppure la mobilitazione di Grillo, e prima ancora di un pugno di giornalisti, sempre gli stessi, sul caso Previti, rappresenta a ben vedere un bel segno. Provo a essere chiaro. In una nazione civile non c’è bisogno di nessuna legge che stabilisca l’ineleggibilità di un pregiudicato, perchè provvede già l’etica pubblica. Non mi viene in mente nessuna democrazia in cui si possa ipotizzare un “caso Previti”. In cui insomma si possa discutere seriamente se un condannato per un reato gravissimo, come la corruzione di un magistrato, debba o non debba sedere in Parlamento. Non c’è forza politica in Europa che avrebbe candidato alle elezioni Previti o qualunque altro dei venticinque pregiudicati e sessanta indagati presenti nel Parlamento italiano. Per carità di patria è meglio non soffermarsi poi sulla presenza degli onorevoli Vito e Cirino Pomicino nella più alta autorità per la lotta alla criminalità organizzata, la Commissione antimafia. Presenza possibile grazie a una larghissima maggioranza di consenzienti da Forza Italia a Rifondazione, che è stata anzi in prima linea nella difesa del principio “garantista” secondo cui nella commissione antimafia possono far parte condannati ed indagati, anche per mafia.
Il problema non è portare in Parlamento una legge per impedire questa vergogna, chè tanto non verrà mai approvata, ma domandarsi una volta per tutte quale valore ha l’etica per gli italiani. L’etica viene prima delle leggi, ne è il presupposto. Se manca l’etica, il sistema delle leggi non puà mai funzionare in una democrazia. Se un comico deve spiegare ai rappresentanti del popolo e allo stesso popolo elettore la ragione per cui non si dovrebbe mandare in Parlamento un correttore di giudici, un ladro, un assassino, un usuraio o un estortore, significa che siamo nel guano fino al collo. Alla lunga, fra l’altro, ci si stanca. Personalmente mi sono stancato di ripetere che non si dovrebbero dedicare vie e piazze a Craxi perchè, al di là del giudizio politico sul personaggio, un dibattito di sicuro fascino, non esiste nel mondo civile l’ipotesi di glorificare un latitante scappato all’estero con un malloppo di mazzette. Ma se le piazze e le vie esistono, e gli italiani votano i delinquenti, se di una legge vera sul conflitto di interessi non importa a nessuno, se l’impunità di un Calisto Tanzi scandalizza solo minoranze giustizialiste, allora non serve proporre leggi. L’etica non si stabilisce per legge, è un patto, una convenzione. Allora siamo sinceri, riscriviamo il patto ed aboliamo il codice penale. Salvo naturalmente per la microcriminalità , il solo tipo di reato inviso a un paese dotato di una microetica”.
Curzio Maltese – “Contromano”- “il Venerdì” del 27 luglio 2007
Ciao,
ho visto che hai ripreso anche tu l’editoriale di Maltese. Sai il Vaff day a me piace come iniziativa… ma più per un fatto di folklore che per una reale utilità riscontrabile nell’immediato. Sarà che sono napoletana d’adozione allora mi piace “a’ muina”. Molte iniziative fatte da Grillo sono state e sono geniali (tipo la petizione on-line per il ritiro delle truppe in Iraq) ma a volte secondo me Beppe pecca di protagonismo. Infondo è un comico e la “necessità ” di comparire ci sta tutta. Marx diceva che ogni epoca ha in sè il germe per autodistruggersi e dar vita all’epoca successiva (perdonami se banalizzo) quindi sono fiduciosa che dal peggio ci riprenderemo.
Mary
Scusa,
a me risulta che I NOMI li decide il partito che si è votato e NON l’elettore. Questo grazie al precedente governo Berlusconi che ha modificato la legge elettorale.
La maggior parte degli italiani, prima d’ora, V DAY, non sapevano che c’erano dei condannati in parlamento.
La Storia non DEVE essere stravolta a comodo e, se lo stravolgimento è stato fatto per ignoranza, si corregge.
Cordialmente
Uto