La libertà di stampa, dove non te l’aspetti.

A cuccia, stampa libera !

Reporters sans frontières ha appena pubblicato il quinto rapporto annuale sulla libertà di stampa nel mondo. Potete leggerlo per intero a questo indirizzo:

http://www.rsf.org/article.php3?id_article=19388

Non ci si dovrebbe stupire di vedere i primi posti occupati dai paesi del Nord Europa, s’inizia a rimanere leggermente sorpresi nel vedere la Bolivia di Evo Morales al 16esimo posto al pari di Austria e Canada, o Bosnia-Erzegovina, Benin e Trinidad e Tobago davanti ad un Regno Unito solo 27esimo. Sempre meglio della Francia ( 35a ) e di una Italia che sale al 40esimo posto migliorando di sole due posizioni, nonostante la cacciata del Presidente-Operaio-e-editore.

Certo che, tra giornalisti che venivano spiati e giornalisti che spifferavano ai servizi segreti, non ci si poteva attendere di meglio, anzi direi che c’è andata di lusso.

Bene, scendendo giù immaginavo di incontrare solo dittature e repubbliche delle banane guidate da presidentissimi autoritari, poi ho sentito come la mancanza di qualcosa. E i grandi fari di libertà e democrazia, dove sono ? Ho già detto dell’ UK, vediamo ora i cugini americani: USA 53esimi al pari di Botswana, Tonga e Croazia, mentre erano diciassettesimi solo cinque anni fa.

Che coincidenza, proprio da quando è stato eletto George :canta:

La motivazione del crollo ve la riporto per intero:

The United States (53rd) has fallen nine places since last year, after being in 17th position in the first year of the Index, in 2002. Relations between the media and the Bush administration sharply deteriorated after the president used the pretext of “national security” to regard as suspicious any journalist who questioned his “war on terrorism.” The zeal of federal courts which, unlike those in 33 US states, refuse to recognise the media’s right not to reveal its sources, even threatens journalists whose investigations have no connection at all with terrorism.

Freelance journalist and blogger Josh Wolf was imprisoned when he refused to hand over his video archives. Sudanese cameraman Sami al-Haj, who works for the pan-Arab broadcaster Al-Jazeera, has been held without trial since June 2002 at the US military base at Guantanamo, and Associated Press photographer Bilal Hussein has been held by US authorities in Iraq since April this year.

Tra gli altri paesi che ne escono con le ossa un po’ rotte Israele, India, Giappone: in quest’ultimo tira una brutta aria di estrema destra negli ultimi tempi. L’Iraq, prevedibilmente, sprofonda al 154° posto, preceduto di poco dalla Russia dell’amico Putin ( 147°, preceduta dal Sudan e persino dalla Somalia ! ).

La Cina comunista, così amata dai nostri imprenditori, è agli ultimi posti in compagnia di Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Cuba.

Le sorprese positive per fortuna ci sono: si tratta di alcuni paesi africani, Ghana, Benin, Namibia, Mauritius, che nonostante siano stati ignorati da Dio, dall’Onu e dalle bombe democratiche spedite da Washington, sono riusciti ad arrivare ad un livello di vivibilità tale da permettere anche alla stampa di esprimersi molto liberamente, più liberamente di noi. Complimenti a loro.