What?

justfrank.netsons.org ha concluso il suo ciclo e chiude i battenti.

Lascio qui – per i posters e per i posteri – il mirror del vecchio blog, dal momento che sono troppo pigro per continuare a manutenere un sito che non mi serve più. No, cari hackers, non lascerò che un altro blog wordpress non più aggiornato da secoli finisca nelle vostre mani unte e sudaticce.

Un saluto a chi mi vuole bene, tutti gli altri possono trovarmi nei soliti posti.

Suonala ancora, Mr. Wright

Non era mia intenzione scrivere un post commemorativo, né è mia abitudine postare articoli copiaincollando un video ed è finita lì, ma stavolta dovevo: ieri sera quando l’autoradio ha cominciato a suonare all’improvviso, quasi a tradimento, The Great Gig in the Sky, ho risentito come fosse il primo ascolto fulmini di freddo percorrermi da capo a piedi. Un pezzo che mi scuote fin nelle ossa, adesso più che mai, e non so neanche perché. In fondo, non ci sono nemmeno parole. Le parole ce le mettevo io, mentre ascoltavo.

Ciao Richard.

Il piano più diabolico dell’universo

Premessa: avevo scritto questo articolo giorni fa, ma dopo poche ore era andato perduto. Un fulmine ha colpito la server farm nella quale è ospitato codesto blogghe, causando una perdita di dati. Detto questo, capirete meglio quanto sia diabolico il piano che sto per descrivervi…

Ne abbiamo lette di ogni colore su Internet, storie di cospirazioni che vanno dall’improbabile all’esilarante. Se credevate che con la storia delle scie chimiche si fossero già raggiunte le vette della comicità, allora tenetevi forte e leggete questo relativamente nuovo prodotto della galassia cospirazionista: il Lucifer Project.

Si tratta, in breve, di un piano che nemmeno mille Bin Laden messi insieme riuscirebbero a immaginare: sono sempre i soliti potenti&cattivi, governi, militari e società segrete (Illuminati o MJ12, ci stanno ovunque come il prezzemolo) che starebbero pianificando da anni un completo sovvertimento dell’ordine mondiale, addirittura mettendo in pericolo la vita stessa su questo pianeta. Come? Seguitemi.

Lucifer Project

Continua a leggere…

Tranquilla umanità, i robot non ti renderanno mai schiava (ma nemmeno ti salveranno)

Cosa c’è di meglio per un fresco reduce dall’esame di Intelligenza Artificiale? Leggere che probabilmente i propri sforzi non porteranno a un finale in cui intelligenze al silicio soggiogheranno me, la mia famiglia, i miei amici e altri sei miliardi e rotti di perfetti sconosciuti: lo dice Nigel Shaboldt, presidente della British Computer Society. Se qualcosa va storto prendetevela con lui, grazie.

Io robotLa fantascienza si è sbagliata: Terminator non imparerà mai a dire “hasta la vista”. Le tre leggi della robotica di Asimov non avranno alcun bug omicida, e comunque non serviranno mai a un tubo. Hal 9001 avrà pure una bella voce, ma non andrà mai in tilt perché gli vengono le fisse per i monoliti spaziali. Neo non entrerà mai dentro Matrix e continuerà a fare il programmatore sfigato, ma nel mondo vero. Il futuro invece sarà pieno di “micro-intelligenze sviluppate appositamente per scopi specifici” che assisteranno e coccoleranno l’essere umano in tutte le sue attività (soprattutto quelle che potrebbe benissimo svolgere da solo) ma non saranno mai capaci nemmeno di desiderare di sostituirsi agli umani, o di dominarli.

Vero, la cosa all’inizio mi ha tranquillizzato, però ci sono anche dei lati negativi. Chi si ricorda del film “Classe 1999″? Insegnanti-robot incazzosi infiltrati in una scuola sprofondata nel caos, con lo scopo di riportarla alla normalità. Ecco, io sognavo di fare una cosa del genere in altri posti in cui regna la confusione. Il parlamento italiano, per fare un esempio. Pensateci: a nessun robot verrebbe in mente di fare cose idiote come questa.

Net addicted in ferie

Nerd sulla spiaggiaAnche il vostro Just di tanto in tanto, da buon net addicted, sente il bisogno di staccare la spina per resettare le sinapsi. Segue la cronaca non già delle sue di ferie, che direste chissenefrega (già lo so), bensì di quelle di un caso ben più grave, sebbene tipico. Il protagonista lo conoscete, a voi dargli il nome. A ognuno il suo.

N.B. No, davvero, a parte due o tre cosette (facciamo quattro, va’) ogni riferimento a fatti realmente accaduti -a me- è puramente casuale. Lo ggiuro! E no, non sono io nella foto.

***

  • Giorno 1: giunto nel luogo di villeggiatura, aperta la porta, il nostro eroe scarica con noncuranza tutto il bagaglio sul divano in similpelle. Gli scappa di andare in bagno, ma prima afferra la borsa del portatile, estrae l’ordigno con cura, lo accende e si mette alla ricerca di una rete Wi-Fi non protetta da scroccare. Non trovandone, impreca nel dialetto locale.
  • Giorno 2: pensa di poter sfuggire al suo destino always-on-line e se ne va in spiaggia. Si chiede da dove siano spuntate fuori tutte quelle donne, così belle poi… era convinto che le partecipanti a Miss Plurk Estate 2008 fossero già di una bellezza inarrivabile (!!!). Gli ormoni gli si risvegliano e inscenano una protesta di piazza, al grido di “daje!”.
  • Giorno 3: la sera, al lido, dopo la quarta caipiroska riesce finalmente ad attaccare bottone con quella rossa che lo squadrava da mezz’ora con l’occhio lascivo. Un po’ rotondetta, ma gli fa un sacco sesso. Pensa di fare il figo e la invita a ballare, ma mesi di permanenza su una sedia Ikea lo hanno reso sensuale nei movimenti come Materazzi durante una mischia su calcio d’angolo. Finisce a reti inviolate.
  • Giorno 4: non gli par vero: un gruppo di turiste americane si mette a prendere il sole vicino a lui. Loro gli sorridono e paiono amichevoli, lui le stende con un formidabile “Where are you from?” con inflessione da East Coast. Vuol sapere proprio tutto di loro: se postano su Digg, se usano Firefox o Explorer, se è vero che da loro l’iPhone costa la metà che in Italia. Infine arrivano due truzzi che le invitano a giocare a racchettoni – ma con ben altri intenti – e quelle sciamano via felici.
  • Giorno 5: umiliato e offeso dalle recenti sconfitte, cerca di rituffarsi per una mattina nel suo mondo, “giusto per controllare le mail”. Non ci riuscirà mai: si trova in un posto sperduto in cui l’Umts è un miraggio e il Gprs viaggia a un kilobit ogni tanto (vero flo? :D ). Pensa di scrivere sul suo blog un post infuriato contro le compagnie telefoniche, appena torna a casa. La ggente deve sapere!
  • Giorno 6: scende al bar per fare colazione e nota, in un angolino, tutta sola, una ragazza piccolina e pallidina intenta a navigare con l’EEPC e la chiavetta internet di Ilary Blasi. Lui le chiede se può provarlo un attimo e lei acconsente con un timido sorriso. Quando nota che la fanciulla stava sfogliando OkNotizie, lui prima trattiene un gemito di piacere, poi le rivela il suo nick. Lei fa “sìì, mi ricordo di te”. È amore.
  • Giorno 7: dopo una piacevole giornata passata insieme, i due si accoccolano nel letto, cercando di ricordare come si fa… quello, insomma. Dev’essere stato comunque bellissimo, almeno a giudicare dallo tsunami di messaggi allusivi e soddisfatti che lei ha inviato su Twitter, per far schiattare d’invidia le amiche blogghere zitelle rimaste in città a sbavare su @abeggi. Povere stronze, quelle. Tzè.
  • Giorno 8: si riparte. Scambio di cellulare, mail, account msn, icq, skype, gtalk, tumblr, mybloglog, flickr, badoo, facebook e altre minchiate. Saluti e baci con la lingua, più la promessa di reincontrarsi a qualche barcamp e appartarsi dietro una tenda durante il discorso della blogstar di turno. Qualche mese dopo litigheranno a morte in una discussione sul futuro degli aggregatori di sinistra, e non si vedranno mai più.

Siamo già tutti più sicuri

La notiziola è di quelle che non sai se ridere oppure cosa; la riporto, visto che riguarda il mio paesello che per una volta non finisce sui giornali per una rapina in banca o un benzinaio riempito di piombo-senza-benzina, eppoi anche perché questo blog si sentiva triste e trascurato.

L’aria sta cambiando con questo nuovo governo. Si respira più sicurezza, i cittadini sono più fiduciosi nelle forze dell’ordine e si rivolgono loro certi di ottenere giustizia. Anche il furto di una bicicletta, oggi, non passa impunito sotto gli occhi del braccio armato della legge: Ladri di bicicletteè successo così che un compaesano, spaparanzato sul balcone per sfuggire all’afa, si è accorto di un mariuolo intento a fottergli la mountain bike incatenata sotto casa.

Cosa fa? Lo rincorre? Lo maledice in dialetto sudbarese strettissimo, lui e i suoi familiari fino all’ottava generazione? Lo inchiappetta col fucile a piombini? No. Mantenendo la calma dei forti, alza la cornetta, compone il 112 e fornisce una dettagliata descrizione del farabutto. I solerti carabinieri sono entrati immediatamente in azione partendo (chissà, pure loro in bici?) all’inseguimento del malfattore e fermandolo in breve mentre era già sulla strada di casa, convinto di averla fatta franca. Colto con le mani nel sacco e il culo sulla sella del reato il disgraziato è finito immantinente agli arresti domiciliari, così impara a infrangere la legge.

Noterella finale a dimostrare che questo clima di intolleranza e odio verso lo straniero è più che giustificato: il ladro, infatti, non era del posto. No, non rumeno. Neanche albanese, no. Rom? Ma nooooo. È un forestiero dell’odiato paesello vicino. Noi, quelli, non li abbiamo mai potuti vedere. Raus! Fuori dalle balle! Ognuno padrone a casa propria!

“Ma gli svizzeri chessonovenutiaffa’?” (cit.)

Grande serata di calcio ieri agli europei, più per le grandi penne che ne hanno scritto che per lo spettacolo offerto dal campo. Viva la modestia, eh. Tifosa SvizzeraLo confesso: Italia a parte, quest’anno non avevo seguito con attenzione nessun’altra partita, io che di solito divoro ogni competizione internazionale fantozzianamente incollato alla poltrona per sei ore di fila al dì.

Scopo di questo post: rubare un titolo altrui – che non vide mai la luce – e deridere gli svizzeri, cosa che non ho ancora fatto abbastanza, anche se so bene che loro avranno modo di ricambiare il favore tra poco più di 24 ore. Ok, va bene, direte voi “ma quandomai la Svizzera ha avuto una vera squadra di calcio”. Giusto. E infatti si aggrappa al filo della speranza solo grazie all’azione da gol di due… turchi. Ma loro, precisi e ordinati, non insceneranno crisi di governo e guerriglie urbane ora che sono usciti, contentandosi di assicurare che dopo le partite (degli altri) dentro e fuori gli stadi non resti per terra nemmeno una cicca. Anche quella è una vittoria, eh.

Tifose Italia bacioA sud di Chiasso (oltre ad avere tifose che sanno divertirsi, a lato) invece è la solita follia e gli idioti ci ricordano che esistono, e sono tanti: qualche sagace commentatore (azzarda Donadoni è al suo posto soltanto perché è un raccomandato delle sinistre visto che ha allenato il Livorno, che è una squadra comunista perché ha la tifoseria rossa”. L’innegabile filo che lega il tifoso livornese con la maglietta del Che al fu governo Prodi, e che ha portato Donadoni – un vecchio pupillo di Berlusconi, ma vabè – a guidare la Nazionale. Vogliamo le intercettazioni! Comunque, se proprio dobbiamo uscire – e visto il gioco, dobbiamo – niente di meglio che farci sbattere  fuori a pedate dalla Romania. Sai che risate, cari amici  che “l’Italia agli italiani e i rumeni fòra dai bàll”.

Ma qui, ovviamente, sono in “modalità_scaramanzia = ON”.

Sguub!

Redditi crackedAltro che colonna infame!

Le liste con le dichiarazioni dei redditi sono finite su emule, organizzate persino in comodi database di Access. La notizia ve l’abbiamo data noi-di-giornalettismo ™ (yeah!)
Vergogna, condanna, disapprovazione e da parte della cittadinanza furente.

Ma la cosa più interessante è che la cittadinanza vogliosa di un sano, vecchio linciaggio in pubblica piazza (datece Visco, o anche solo il suo corpo già privo di vita, ce va bene lo stesso) s’è precipitata a cercare e raccogliere quintalate di dati (la privacy, si, certo, ma la mia!) e nel farlo è capitata da noi-di-giornalettismo ™. Migliaia di visite in mattinata, 500 utenti connessi in contemporanea, un intervento d’urgenza sul server per tenerlo in piedi, sofferente, agonizzante, ma in piedi.

E comunque i miei dati sul mulo non ci sono finiti. Credo.

* Vignetta (fantastica) by diderot.

***

EDIT: ultimi sviluppi: la mattinata è passata con un continuo afflusso di persone, mai meno di 500 alla volta, in seguito forse anche alla comparsa di giornalettismo in un servizio del tg2 (che ci ha fatto uno spottone magnifico) e anche del tg3. Conseguentemente l’hosting ci ha bloccato il sito per tre ore perché ciucciavamo continuamente 6 megabit di banda. E dire che loro giorni fa si lamentavano per qualche sporadico picco da 3mbit… :D
Sito rimesso online intorno alle 16:30 e nel giro di 5 secondi 5 c’erano 600 persone collegate, carico sulla cpu al 100%, orde di utenti affannati e sudati alla ricerca delle preziose liste, panico. L’unica era abilitare wp-cache (Dio lo abbia in gloria) nonostante un problema (per fortuna risolto in breve) che lo affliggeva sulla nostra configurazione, ora siamo freschi e veloci. ^^

EDIT2, ore 21:23: giornalettismo c’è e resta online nonostante picchi di 1070 (dati histats) visitatori online allo stesso  tempo (amo fisicamente gli sviluppatori di wp-cache, in questo momento).

OkNotizie invece è crollato (la prima volta che io ricordi, LOL) probabilmente proprio a causa di quello che si sta rivelando il web-evento dell’anno, intitolato “scopri quanto cazzo dichiara il tuo vicino“. Visco grazie delle intense emozioni che ci regali.

Battesimo del fuoco.

Ubuntu 8.04

Primo articolo, “di là”. Buona lettura. )

La democrazia (non) è una cosa seria: storie dal seggio

ScrutatoriCon grande mio rammarico quest’anno non sono stato scelto come scrutatore per le imminenti elezioni. Un gran peccato, perché da ‘addetto ai lavori’ si vedon cose dietro le quinte che altrimenti sfuggono, e in un seggio del sud ce ne sono… Il pensiero torna alle comunali del 2006 la mia prima esperienza da contatore umano di voti. Continua a leggere…